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Trekking |
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| La Sardegna offre moltissime possibilità di fare escursioni a piedi. L’isola si estende per circa 24.000kmq con una bassissima densità di popolazione (1.600.000 abitanti) concentrata soprattutto nei grossi centri lasciando gran parte del territorio libero e spesso selvaggio. Questi ampi spazi sono molto differenti fra loro e offrono paesaggi molto vari spesso modificati dall’uomo per meglio adattarli a scopi diversi di sfruttamento. Camminando in questi luoghi è facile comprendere la storia e la vita dell'uomo dalla preistoria al fiorente periodo Nuragico fino ai giorni nostri grazie anche alle numerose testimonianze che si incontrano lungo i sentieri; Nuraghe, Tombe. |
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| Nel lato a Sud-Ovest del Campidano si trova la Bellissima e lunga spiaggia di Chia con il promontorio di Capo Spartivento, punto più vicino all'Africa. Più a Nord, nella zona del Sulcis – Iglesiente, si trovano zone che sono caratterizzate da un susseguirsi di rovine di strutture per lo sfruttamento minerario fin da tempi antichi che offrono, oltre alle bellezze paesaggistiche, anche il fascino spettrale delle miniere abbandonate. Merita particolare attenzione la zona di Domusnovas e le foreste del Marganai. Tornando ancora sulla costa si può fare una bellissima camminata fra Nebida e Cala Domestica su una alta scogliera a strapiombo sul mare da dove si può ammirare dall'alto l'isolotto del Pan di Zucchero. |
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| Spostandoci sempre verso Nord si arriva a Piscinas, dove troviamo ampi territori di alte dune sabbiose fermate dall'azione delle radici di boschi di ginepri che si sono adattati a vivere in non facili condizioni di aridità. In questi ambienti non è difficile incontrare il Cervo Sardo, padrone incontrastato di questi grandi spazi. Verso l'interno, domina tutta la zona il Monte Arcuentu un imponente torrione che da lontano somiglia a un grosso naso. |
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| Spostandoci più all'interno, superata la piana del Campidano, arriviamo in Marmilla, caratteristica area ricca di altipiani basaltici tra cui spicca quello della Giara. Esteso per circa 4000 ettari l'altipiano della Giara ospita una comunità di cavallini selvatici che corrono liberi fra laghetti e sughere piegate verso Sud dalla continua azione del vento di Maestrale. Il confinante Sarcidano nasconde, incastonati fra i suoi monti, i laghi del Flumendosa alimentati dal più lungo omonimo fiume della Sardegna. Anche in queste aree sono presenti diverse interessanti testimonianze del periodo Nuragico. |
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| Tornati sulla costa cento – Ovest andando a Nord di Oristano, troviamo la penisola del Sinis e il Montiferru. Il territorio offre all'escursionista rocce dalle mille forme scolpite dal'azione del vento e del mare su Capo Mannu mentre più all'interno diverse aree umide ospitano una miriade di uccelli acquatici frà cui notiamo subito il fenicottero per via del colore rosato che lo caratterizza. Ancora sulla costa troviamo spiagge formate da piccoli chicchi di quarzo come grani di riso a Mari Ermi e Is Arutas fino a salire sulle cime boscose del Montiferru dove dai suoi bastioni rocciosiè possibile spaziare su tutto il territorio sottostante. Da non tralasciare la ricchezza di importani testimonianze archeologiche. |
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| Spostandoci sempre verso Nord, troviamo la Planargia. Un territorio prevalentemente formato di roccia di origine vulcanica scolpita, come nel Sinis, dall'azione del vento di Maestrale. A Capo Marrargiu, su un lato a strapiombo sul mare, nidificano l'Avvoltoio Grifone che ci sorprendono col suo volo ad ampi cerchi ben visibili da lontano grazie alle sue grandi dimensioni che possono raggiungere i due metri e settanta di apertura alare per otto chilogrammi di peso. Una bella passeggiata consigliabile è verso la Torre Argentina per ammirare i giochi di forme della roccia erosa con forza dal'azione delle onde del mare. Attraversando questi luoghi diventa obbligatorio assaggiare l'ottima Malvasia di Bosa, ormai famosa in tutto il mondo. |
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Andando verso l'interno si trova la subregione del Marghine.
Un grande altipiano con dolci rilievi come Monte Mannai. Su queste cime |
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Tornati sulla costa Ovest ma spostandoci ancora vero Nord arriveremo nella Nurra.
Anche qui si trova un particolare sito minerario di grande interesse; l’Argentiera.
Questa zona mineraria è su roccia prevalentemente scistosa con paesaggi
totalmente differenti dalle aree minerarie prima descritte.
Una particolare attenzione va riservata all'Isola dell'Asinara, con le sue peculiarità
paesaggistiche e |
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| Al Nord Sardegna, rivolta verso la Corsica troviamo la Gallura. Sicuramente questa
subregione è più conosciuta per la presenza della famosa Costa Smeralda
ma merita una particolare attenzione anche dal punto di vista escursionistico.
Qui è infatti possibile fare escursioni fra i suoi graniti di unica bellezza e ricche sugherete fino, più a Sud, ai calcari strapiombanti sul mare di Golfaranci a Capo Figari. |
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| Al centro – Nord si estende il territorio del Nuorese con le cime più alte sui rilievi calcarei del Monte Albo che offre diverse possibilità di escursioni. Non si può non menzionare il territorio di Orune con delle belle camminate fra imponenti e vecchie sughere e la fonte sacra nuragica di Su Tempiesu. Nel territorio di Bitti interessante è la visita del museo delle antiche tradizioni agropastorali e del Canto a Tenores e, a pochi chilometri dall'abitato, il Villaggio nuragico di Romanzesu. |
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| Tornando sulla costa orientale si arriva in Baronia dove primeggiano due località di grande interesse; il Monte Tuttavista, che domina solitario la valle del fiume Cedrino, e il Parco di Bidderosa interessantissimo dal punto di vista naturalistico e paesaggistico fra boschi, zone umide e spiagge caraibiche. |
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| Confinante a Sud, sempre sulla costa orientale, si trova l'affascinante territorio del
Supramonte che è prevalentemente su suolo calcareo intervallato da strati granitici.
Sicuramente, dal punto di vista escursionistico, è la zona più interessante ed
impegnativa. Il Supramonte si estende per 35.000 ettari fra imponenti cime, profonde gole, grotte, forre. Boschi di lecci secolari, ginepri e macchia mediterranea si tuffano da alti strapiombi sul mare intervallati da calette paradisiache. I continui dislivelli su un suolo molto sconnesso, tipico delle zone calcaree, sono ciò che rende difficile e faticoso il cammino. Sono anche presenti dei boschi primari (mai intaccati dall’uomo) che vivono in simbiosi con rocce dalle forme più bizzarre. |
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| La Barbagia è molto vasta, partendo dal Supramonte si estende verso l'interno
comprendendo anche la catena del Gennargentu. Oltre al territorio calcareo, già descritto, quest'area comprende un territorio anche scistoso e granitico e include le cime più alte dell'isola. La vegetazione quindi è varia (troviamo anche agrifogli e castagni dai 1000 metri di quota) e verso le cime più alte di Punta La Marmora (1.834m. Slm) è anche più bassa e rada. Essendo un suolo più generoso alla vita, rispetto al Supramonte, è stato anche più abitato, infatti qui è più facile trovare antiche testimonianze della presenza dell'uomo nel tempo. |
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| Ancora verso Sud, ma sempre sulla costa orientale, si arriva in Ogliastra.
Questa subregione comprende un tratto a Sud del Supramonte e si estende verso l'interno fino a Seui -Sadali. Colpiscono subito l'occhio, oltre al Supramonte a Nord già descritto, i numerosi torrioni di antico calcare che svettano verso l'interno chiamate “I Tacchi d'Ogliastra” meta, anche, di molti appassionati del free climbing. |
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Continuando verso Sud, infine, si arriva nel Sarrabus.
Un territorio granitico con spiagge fra le più belle dell'isola. Qui primeggia |
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| Se siete un gruppetto di amici contattateci. Potremo costruire insieme il vostro viaggio a piedi in Sardegna. keyast@tin.it |
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